mercoledì 28 dicembre 2016

I benefici della marijuana medica nella lotta alla sclerosi multipla: ne rallenta il progresso e diminuisce il dolore


I benefici della marijuana nella lotta alla sclerosi multipla: ne rallenta il progresso e diminuisce il dolore

Gli effetti rigenerativi della cannabis in malattie come la sclerosi multipla o il Parkinson fanno sì che il consumo terapeutico della marijuana sia sempre più presente nella vita di molti pazienti che decidono di ignorare le convenzioni sociali per ridurre il dolore in modo più naturale ed efficace possibile.
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Mentre in America Latina non smette di avanzare la legalizzazione del consumo della cannabis per uso terapeutico, in Spagna l'unica opzione legale che permette di ottenere i benefici della marijuana per migliorare i sintomi della sclerosi multipla continua ad essere il Sativex, un farmaco elaborato da GW Pharma. Anche se gli effetti di questo medicinale sono stati elogiati da pazienti e medici, è necessaria una maggiore sensibilizzazione rispetto al consumo della marijuana, dato che non smette di essere una delle principali soluzioni contro il dolore in patologie come queste. Recenti studi scientifici aiutano a sensibilizzare sul tema.
I dolori muscolari che si producono a causa dei processi infiammatori e la spasticità (rigidità muscolare) che soffrono i pazienti con sclerosi multipla fanno sì che, in molte occasioni, sia praticamente impossibile condurre una vita normale. Molti di loro, stanchi di collezionare farmaci che non offrono l'effetto promesso, passano alla cannabis e, dopo averlo fatto, non provano più neanche una pillola per combattere il dolore. Attualmente, il consumo di marijuana è la soluzione più naturale ed efficace per calmare i disturbi di questa malattia cronica e neurodegenerativa.
La cannabis è capace di rallentare lo sviluppo della malattia
Anche se la distruzione delle guaine mieliniche delle fibre nervose che produce la sclerosi multipla è reversibile in alcuni casi, si tratta di una malattia cronica. Cioè, attualmente non se ne conosce la cura, ma esistono diversi trattamenti orientati a rallentare il progredire della malattia e a ridurre i sintomi. 
Uno studio realizzato dalla Revista Española de Esclerosis Múltiple sulle proprietà terapeutiche della cannabis ha indicato come possibile cura il sistema endocannabinoide. Tale sistema si basa sull'interazione positiva che si verifica tra i componenti cannabinoidi, come il THC, e i recettori CB1 e CB2. L'interazione di questo tipo di proteine cerebrali con il THC ha un effetto mediatore nella degenerazione neuronale che si produce durante un processo infiammatorio, mantenendo così connessioni neuronali di buona qualità.
Gli effetti neuroprotettivi dei cannabinoidi sono stati riscontrati in animali con ischemia e trauma cerebrale che sono migliorati dopo l'esposizione al THC, secondo quanto afferma tale studio. Il rapporto sostiene che i cannabinoidi svolgono un ruolo immunomodulatore che blocca gli attacchi del proprio organismo e riduce così la morte neuronale che si verifica nei malati di sclerosi multipla in stato avanzato.
Diminuzione del dolore grazie al potere antinfiammatorio della cannabis
I malati di sclerosi multipla vivono ogni giorno delle barriere a causa del dolore. Salire le scale è in molte occasioni un compito molto difficile, che neanche il più potente degli analgesici è capace di risolvere. È qui che molti di loro ricorrono alla cannabis come ultima opzione. Anche se non è tardi e questi pazienti sperimentano un miglioramento nella loro qualità della vita grazie alla diminuzione del dolore, l'ideale sarebbe iniziare il trattamento con la cannabis nella fase iniziale della malattia. 
Gli effetti della cannabis sulle malattie degenerative sono più intensi durante i primi mesi, perché il suo potere rigenerativo ha un maggior impatto e il rallentamento della malattia è più probabile. 
Lo afferma la rivista Nature Going Smart: è di fondamentale importanza introdurre il consumo terapeutico della cannabis sin dalla comparsa della malattia. "La cannabis non può generare cellule neuronali nuove, agisce come protettore, non come creatore, per questo è importante iniziare il trattamento in tempo. È molto triste che i pazienti non hanno l'opportunità di scegliere, che il sistema sanitario non fornisca informazioni sul trattamento a base di cannabinoidi affinché loro possano decidere", sostiene Viola Brugnatelli, dottoressa specializzata nel settore della neuroscienza e a capo di una ricerca centrata sulla cannabis terapeutica. 
Brugnatelli è la creatrice di Nature Going Smart, che si dedica a divulgare l'utilità di piante come la cannabis per invertire gli effetti delle malattie neurodegenerative e di distinti tipi di cancro. In Spagna, comunità autonome come Catalogna o i Paesi Baschi informano sempre di più i pazienti su questo tipo di terapia. 
I composti derivati dalla cannabis hanno dimostrato di potenziare l'azione analgesica grazie al loro potere antinfiammatorio. Lo ha segnalato uno studio realizzato negli Stati Uniti, concludendo che il consumo di quest'erba controllava il dolore associato alla sclerosi multipla e migliorava i cicli del sonno in questo tipo di pazienti. Molti malati di sclerosi multipla hanno gravi problemi di insonnia. Sono incapaci di conciliare il sonno a causa degli effetti della spasticità perché in molte occasioni un gesto così semplice come girarsi nel letto gli risulta fisicamente impossibile. Consumare cannabis prima di andare a letto li aiuta a rilassare la muscolatura e a poter riposare durante la notte.
Lottando contro il glutammato
Altri studi sono focalizzati sul ruolo che gioca il glutammato nella comparsa di malattie e come i cannabinoidi possano aiutare a ridurre la sua presenza nel cervello. Il glutammato è una sostanza tossica che eccita le cellule che producono mielina, che, se sovraeccitate, muoiono, causando la scomparsa di tale sostanza e, di conseguenza, lesioni neuronali.
Uno studio condotto dalla Universidad Complutense de Madrid sottolinea come una molecola sintetica che imita gli effetti della cannabis sui recettori CB1 e CB2 aiuta a pulire l'eccesso di glutammato nel cervello, attraverso l'incremento dei geni incaricati di eliminare questa sostanza tossica. Inoltre, lo studio ha scoperto come questa molecola che simula gli effetti della cannabis è capace di diminuire l'espressione dei geni associati a processi infiammatori responsabili della distruzione delle guaine di mielina.
L'efficacia del Sativex
Tutti questi studi servono a promuovere il Sativex, un farmaco elaborato a partire da componenti cannabinoidi i cui effetti analgesici sono stati provati sin dal suo arrivo in Spagna nel 2010. Il Sativex migliora i sintomi derivati dalla spasticità muscolare, come la difficoltà dei movimenti e i problemi per dormire.
Quasi 7 anni dopo l'arrivo in Spagna, sono molti i pazienti che manifestano un miglioramento nella loro qualità della vita combinando Sativex con il consumo di cannabis. Alcuni dichiarano una tale diminuzione del dolore che si sono persino alzati dal letto e hanno iniziato a condurre una vita normale. A Barcellona ci sono più di un centinaio di associazioni destinate al consumo della cannabis ed è molto frequente vedere, oltre a fumatori per scopo ricreativo, molti altri che cercano un miglioramento della salute attraverso la cannabis.
Anche se la marijuana inalata o fumata ha gli stessi benefici per i dolori muscolari, il Sativex, oltre ad aiutare in questo aspetto, riduce gli effetti dello "sballo". È per questo che molti pazienti decidono di fumare prima di andare a letto e consumare Sativex per portare a termine azioni quotidiane come guidare o fare la spesa.
Nonostante esistano varie opzioni per migliorare la qualità della vita dei malati di sclerosi multipla, hanno l'appoggio della comunità scientifica che conferma che la soluzione più efficace è la cannabis. Che sia inalata, fumata o polverizzata in forma di Sativex, oggi la cannabis ha più potere di arrestare la malattia che gli immunodepressori più potenti del mercato.


 fonte: dinafemblog

martedì 6 settembre 2016

DOVEVA ESSERE PRONTA AD AGOSTO ....

DOVEVA ESSERE PRONTA AD AGOSTO, LA CANNABIS DI STATO È DA BUTTARE VIA



Era stata promessa per agosto, la prima partita di cannabis terapeutica prodotta in Italia dall’Istituto farmaceutico militare di Firenze, ma nessuno dei malati cronici che ne hanno bisogno, l’ha vista. Il primo raccolto di marijuana che in forma sperimentale lo Stato aveva seminato alcuni mesi fa, è infatti da buttare. Non ha le qualità previste per curare i malati di Sla, di sclerosi, di cancro, e altre malattie per cui l’uso di tetracannabinolo (Thc) risulta di grande sollievo, ed è stato con tutta probabilità incenerito. E dire che solo a febbraio scorso,  il colonnello Antonio Medica, capo del Farmaceutico militare, aveva assicurato un primo raccolto addirittura per l’inizio dell’estate, chiarendo “Per questo primo anno è previsto di produrne circa 50 chili”.

PROBLEMI CON LA QUANTITÀ DI THC

La notizia deluderà le aspettative dei tanti malati che fino ad oggi sono costretti a importare il farmaco Bedrocan dall’Olanda, molto costoso per le loro tasche o per le casse della sanità pubblica nel caso delle regioni che hanno approvato una legge ad hoc. Del resto, attorno alla cattiva fine del primo raccolto ci sono solo voci informali, dato che non è stato diramato alcun comunicato ufficiale da parte dell’istituto farmaceutico di Firenze. Una di queste è arrivata ad Annunziata Lombardi, consulente tecnico-scientifica per la stesura della legge campana sulla cannabis terapeutica e farmacista specializzata in galenica tradizionale e chimica: “Purtroppo la cannabis dell’Istituto di Firenze ancora non è disponibile. Hanno avuto delle problematiche sulla concentrazione di principio attivo delle inflorescenze, che non era quello atteso e quindi hanno dovuto fare delle modifiche  e ti tempi sono stati molto più lunghi di quelli previsti. Coltivare marijuana non è una cosa semplice”. L’esperta spiega: “Praticamente quando si coltiva la cannabis si decide che concentrazione di thc o cbd (cannabidiolo) deve avere l’inflorescenza finale. Quella che ha avuto il primo raccolto non corrispondeva a quella attesa. Essendo un’inflorescenza ha un margine di variabilità nel titolo di thc, è naturale. Il nuovo raccolto dovrebbe essere disponibile non prima dell’autunno 2016”.

CHE FINE HA FATTO?

E la qualità “pessima” della marijuana piantata a Firenze è arrivata a molti, come spiega anche Andrea Trisciuoglio, segretario di LapianTiamo, l’associazione che da anni si batte per la cannabis terapeutica: “Io ne ho sentito parlare male anche da Germana Apuzzo, direttrice dell’ufficio centrale stupefacenti del ministero della Salute, secondo cui la cannabis di Stato ‘non aveva nemmeno un requisito adatto’“.  Intanto, non si ha notizia di dove sia finita la produzione che non si è potuto destinare agli ospedali e alle Asl delle regioni che hanno una legge per la cannabis terapeutica. Probabilmente sarà stata incenerita così come i raccolti che da anni l’Istituto farmaceutico di Firenze produce a scopo di studio e sperimentazione.

LA LEGGE IN PARLAMENTO

Oggi tutto il fabbisogno di farmaci a base di cannabinoidi in Italia viene soddisfatto tramite l’importazione. Se la proposta di legge https://www.testmagazine.it/2016/07/25/cannabis-legale-cosa-cambia-se-passa-la-legge/10969/a firma Della Vedova, Manconi e Giachetti, approdata a fine luglio alla Camera, dovesse essere approvata, la produzione a fini curativi in territorio italiano diventerebbe più semplice, e persino la droga leggera sequestrata, dopo opportuni controlli e su disposizione della magistratura, potrebbe essere utilizzata per questo scopo. Nel frattempo, tocca aspettare pazientemente Firenze.

martedì 12 aprile 2016

Presentata una nuova legge d’iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis


Una nuova proposta di legge per affiancare ed integrare quella depositata alla Camera da parte dell’intergruppo “Cannabis legale” e rafforzarla con il supporto di cinquantamila firme a sostegno. Questa l’idea promossa da Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, la CILD – Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, e le associazioni Antigone, La PianTiamo, Canapa Info Point, ASCIA, comunità di OverGrow, la coalizione “Legalizziamo la Canapa” ed il coordinamento degli oltre 250 grow shop italiani.
La legge d’iniziativa popolare “per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati” è stata depositata ieri alla Corte di Cassazione e in poche ore ha già raccolto duemila firme.
La legge di regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata nei “Cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, accesso semplificato e garantito alla cannabis terapeutica per i malati, l’utilizzo dei proventi della tassazione della cannabis in attività informative e sociali, ladepenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze e la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.
L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi,alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso.

Ecco cosa prevede la proposta di legge
 per la regolamentazione della produzione, del consumo e del commercio della cannabis e suoi derivati presentata:
  •  Auto-coltivazione libera fino a cinque piante, con comunicazione da sei a 10.
  • Possibilità di associazione in cannabis social club non a fini di lucro (fino a un massimo di 100 componenti che possono coltivare cinque piante femmine a testa).
  • Coltivazione e fini commerciali previa comunicazione dell’inizio della coltivazione, nome e varietà di cannabis utilizzate e quantità di seme per ettaro.
  • Sulle confezioni dei prodotti sarà specificato il livello di THC, la provenienza geografica e l’avvertimento che “un consumo non consapevole può danneggiare la salute”.
  • I rivenditori non potranno essere nelle immediate vicinanze delle scuole né sarà possibile pubblicizzare i prodotti.
  • Promozione ulteriore dell’accesso ai cannabinoidi medici ampliandolo chiaramente ai malati affetti da sintomatologie che rispondano favorevolmente ai preparati.
  • Controllo della produzione è affidato alla direzione generale sulle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole e dal Comando carabinieri per la tutela della salute presso il Ministro della salute.
  •  Relazione annuale al Parlamento.
  • Tassazione mutuata dal “Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative” del 1995.
  • Sanzioni amministrative fino a un massimo di 5000 euro per chi viola la nuova normativa.
  • Nuovi introiti destinati a: 10% per campagne informative, 15% per attività di previdenza sociale, 15% per attività di assistenza sociale, 20% per la riduzione delle imposte sul lavoro e impresa e per il finanziamento di incentivi all’occupazione, 30% per investimenti produttivi, il rimanente 10% per la riduzione del debito pubblico.
  • Vengono infine abolite tutte le sanzioni penali anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite e si introduce una norma volta alla scarcerazione di coloro che hanno subito una condanna relativa a condotte legalizzate con la proposta di legge.
Il testo integrale, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere consultato su 


venerdì 19 febbraio 2016

LE STRAORDINARIE POTENZIALITA' DEI SEMI GERMOGLIATI

 “La germinazione è il risveglio biologico del seme, l’esplosione della sua energia        potenziale.”

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Per questo i semi germogliati sono un vero tocca sana nell’alimentazione umana e animale, da sempre usati nella cucina orientale e negli ultimi 20-30 anni sempre più diffusi anche nell’alimentazione occidentale.
La prima farmacopea cinese, che risale al III secolo, citava fra i suoi rimedi i germogli di soia: non come alimento, ma come cura contro i dolori articolari, i crampi muscolari, i disturbi gastrointenstinali e gli edemi.
Una delle cose a noi meno conosciuta è che la maggior parte dei nostri cibi è prodotto con semi dormienti, inattivi.
I semi interi servono più che altro per salvare il trasferimento delle informazioni genetiche per le future generazioni, infatti le piante hanno in possesso diversi sistemi di protezione per evitare la propagazione delle loro unità , queste protezioni possono essere fisiche o chimiche : tossine, inibitori dell’enzima, tannini, acido fitico, etc.
I nutrienti, nei semi, sono conservati sotto forma di molecole giganti, come un file ZIP nel computer.
Durante la digestione l’obiettivo fondamentale è quello di scompattare queste molecole, renderle utilizzabili per il nostro organismo ed eliminare i diversi materiali anti-nutritivi presenti.
Nei semi germogliati si assiste ad un aumento degli enzimi proteolitici che rendono sia i carboidrati che le proteine altamente digeribili, infatti quando si mangiano cibi che non contengono questi enzimi, il nostro corpo deve obbligatoriamente produrli.
Con il passare dell’età la capacità di produrli diminuisce assieme alla capacità di resistenza alle malattie.
Fortunatamente ci pensa Madre Natura a fornirci gli enzimi necessari ad una corretta digestione, grazie ai semi germogliati che forniscono enzimi simili a quelli del nostro corpo.
Studi e ricerche hanno approfondito questo particolare metodo di alimentazione e hanno dimostrato come i germogli siano veramente il miglior cibo a nostra disposizione per diversi motivi :
  • I germogli possono contenere fino a 100 volte più enzimi della frutta e della verdura cruda permettendo al corpo di estrarre più vitamine, minerali, aminoacidi e grassi essenziali dagli alimenti.
  • La qualità delle proteine e il contenuto di fibre dei semi migliora quando vengono germogliati.
  • Il contenuto di vitamine e acidi grassi essenziali aumenta in modo impressionante durante il processo di germinazione. Ad esempio, a seconda del tipo di germoglio, avvengono eccellenti incrementi : la tiamina (Vit.B1) raggiunge livelli del 2000% rispetto al seme di partenza, la Biotina (Vit. B8 o H) aumenta del 50%, l’acido pantotenico (B5) aumenta del 200%, la Piridossina (B6) aumenta del 500%, l’Acido Folico
    aumenta del 600% mentre la Riblofavina (Vit.B2) e la Cobalamina (Vit.B12) aumentano anch’esse del 2000%. Anche le vitamine Liposolubili come il Retinolo Equivalenti (Vit.A)e Tocoferoli(Vit.) subiscono un incremento determinane.
    Una ricerca di Baryy Mark ,dell’Università della Pensylvania, ha stimato un incremento vitaminico medio totale dei semi germogliati pari al 500% rispetto ai semi di partenza.
  • Durante la germinazione i minerali, come calcio e magnesio, si legano alle proteine, rendendole maggiormente bio-disponibili.
  • Il tenore di acidi grassi essenziali aumenta durante il processo di germinazione. La maggior parte delle persone sono carenti di questi grassi essenziali brucia-grassi perché normalmente non fanno parte della dieta quotidiana. Mangiare più germogli è un ottimo modo per assumere questi importanti nutrienti
  • Durante la germinazione, i minerali si legano alle proteine dei semi, granaglie e fagioli, rendendoli più assimilabili. Questo accade per alcuni minerali alcalini come il calcio, il magnesio e altri che ci aiutano a equilibrare il chimismo del nostro corpo e favorire la perdita di peso e una migliore salute.
  • L’energia contenuta nei semi, nel grano, nelle noci, o nei legumi si potenzia attraverso l’ammollo e la germinazione.
  • I germogli sono alcalinizzanti per il nostro corpo. Molte malattie compreso il cancro sono state attribuite ad eccessiva acidità del corpo.
I semi germogliati possono essere di diversi tipi, quasi quante sono le piante commestibili. I più diffusi in campo alimentare sono quelli di : alfaalfa o erba medica, ravanello, trifoglio, soia, girasole, carota, oltre a tutti i cereali e legumi in genere.
Quindi proviamo ad immaginare di utilizzare questa esplosione di nutrienti con i semi di Canapa Sativa, già considerato un alimento ricco di nutrienti.
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Grazie alla Hemp Seed Oil Europe LTD., azienda unica al mondo a produrre e commercializzare Semi di Canapa germogliati, abbiamo ora la possibilità di poter alimentarci con questa bomba di nutrienti.
La linea presenta :
  • semi di canapa germogliati ed essicati a freddo
  • olio di semi di canapa germogliati spremuti a freddo
  • proteine in polvere da semi germogliati di canapa.
I semi di Canapa a riposo, vengono messi in ammollo per qualche ora in un’apposita soluzione acquosa,  quanto basta per permettere agli enzimi di trasformare l’amido in zuccheri semplici (glucosio, fruttosio), processare la sintesi di notevoli quantità di vitamine, trasformare le proteine in amminoacidi e i grassi in acidi grassi, inattivare l’acido fitico e liberare minerali che così diventano assimilabili.  Successivamente vengo tolti dall’acqua ed essiccati a freddo e poi inviati per la spremitura a freddo ed ottenere olio e pannello di farina. Quest’ultimo viene lavorato in vari setacci per ottenere la parte più proteica del pannello e fare una farina con il 50% di proteine.
In particolare possiamo notare :
Cambiamenti nei Carboidrati
Gli zuccheri semplici sono la fonte imminente di energia per il risveglio del seme durante il processo di germinazione. Mentre i semi ordinari di Canapa Sativa contengono circa il 2% di zuccheri , i semi di Canapa Sativa germogliati contengono meno dello 0,50% di zuccheri.
Cambiamenti nelle Proteine
I grandi fasci di proteina globulare vengono suddivisi in oligopeptidi o in singoli amminoacidi.  Il totale contenuto proteico rimane invariato rispetto ai normali semi di canapa,ma i semi germogliati sono ricchi di enzimi attivi che aiutano e migliorano la digestione delle proteine.
Cambiamenti nei Grassi
I cambiamenti più evidenti dei semi di canapa germogliati si verificano sulla parte dei grassi. La maggior parte dei grassi alimentari sono disponibili in forma di trigliceridi (TAG) che è formata da 1 molecola di glicerolo e 3 molecole di acidi grassi.
Gli acidi grassi sono una famiglia di molecole classificate come macronutrienti lipidi. Uno dei loro incarichi nel metabolismo umano ed animale è la produzione di energia sotto forma di Adenosina Trifosfato (ATP). L’ acido grasso alfa-linoleico agisce come agente per la
sintesi DHA. Durante la germinazione i TAG vengono idrolizzati e suddivisi in digliceridi (DAG) o monogliceridi (MAG) e in acidi grassi liberi (FFA).
Poichè gli FFA vengono immediatamente utilizzati come fonte di energia necessaria per la crescita del seme, il numero complessivo di acidità dell’olio di canapa germogliato non è notevolmente superiore rispetto agli olii normali di canapa. L’acidità tipica è meno del 2%.
Mentre i TAG rappresentano il materiale adatto per costruire le forniture di grassi, i DAG vengono convogliati nel fegato dove servono come fonte di energia diretta, in questo modo essi aiutano anche il metabolismo  a bruciare più velocemente le calorie . Molto probabilmente è una delle ragioni per le quali un olio con più grassi DAG può contribuire alla perdita di peso, confermato anche da diversi studi.
Durante la germinazione dei semi di canapa ,fino al 15 % di grassi si può convertire in grassi DAG.
Gli olii di cottura convenzionali sono per lo più grassi TAG , con una piccola quantità di grassi DAG. I TAG sono idrofobi , mentre i DAG sono idrofili, cioè hanno un legame chimico con l’acqua e questa differenza è molto importante dal punto di vista del trasferimento del grasso nel corpo.
Inoltre il prodotto è estremamente stabile nonostante l’assenza di conservanti, questo dovuto all’aumento della capacità antiossidante grazie ad un maggiore livello di tocoferoli nell ‘olio di semi di canapa germogliati rispetto ai normali olii di semi di canapa:
-Gamma-tocoferolo +18%
-Alfa-tocoferolo (vitamina E) +131%
-tocoferolo totale +29%
L’alta percentuale di Vitamina E presente nell’olio aumenta gli effetti degli Omega3, aggiunge un siginificativo valore antiossidante ed incrementa notevolmente gli effetti anti-infiammatori.
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I semi di Canapa germogliati sono naturalmente :
  • Non contengono OGM
  • Sono privi di THC  
  • Di sua natura non contengono Glutine
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EmilCanapa, in linea con la propria etica di Salute e Benessere, ha deciso di commercializzare questi nuovi prodotti proprio per le caratteristiche nutrizionali che essi presentano .
Una variante dai consueti derivati di Canapa , ma che offrono preziosi miglioramenti sotto il profilo nutrizionale , in modo da garantire a chi ne fa uso una vitalità, una forza e una salute notevoli se usati in una dieta sana ed equilibrata.
Entra nello shop   per conoscere e approfondire le caratteristiche :
  • dei semi di Canapa germogliati
  • dell’ olio di semi di Canapa germogliati
  • delle proteine in polvere da semi di Canapa germogliati 

venerdì 31 luglio 2015

canapa industriale
E’ stata approvata in commissione Agricoltura
 la bozza del testo di legge per rilanciare la filiera della canapa italiana. Ora il testo passerà al Senato che potrà approvare il testo così com’è oppure effettuare delle modifiche. “Io credo nella possibilità che anche il Senato l’approvi senza fare modifiche, e in questo caso potrebbe darsi che la legge venga promulgata entro dicembre”, ci aveva spiegato qualche giorno fa l’onorevole Zaccagnini, allora vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera.
“Un risultato importante”, ha scritto ieri il deputato del M5S Filippo Gallinella, “che segna un primo passo in un settore innovativo ma che nel nostro Paese vede già la presenza di importanti realtà. Nessun rischio per chi vuole coltivare le sementi certificate, alleggerita burocrazia e controlli e previsti incentivi per la realizzazione di centri di prima trasformazione. Agricoltura, agroalimentare, tessile ed edilizia saranno i settori maggiormente beneficiati dalla norma. Grazie al nostro lavoro, come promesso durato oltre un anno, prima della pausa estiva siamo riusciti a chiudere il testo”.
“Il progetto di legge approvato in sede referente dalla Commissione Agricoltura promuove la produzione e la filiera agroindustriale della canapa, un’antica tradizione della nostra penisola che ultimamente è di nuovo valorizzata”, osserva il capogruppo Pd in commissione Agricoltura Nicodemo Oliverio sottolineando che: “La canapa viene utilizzata nel tessile per prodotti di moda, nella cosmesi per la produzione di oli, creme e saponi, negli imballaggi in coerenza con la linea biologica di produzione del vino e dell’olio extra vergine di oliva e nell’alimentazione sotto forma di farine, foglie per infusi, semi e olio”.
Qui sotto la bozza del testo del legge riportata dal deputato Filippo Gallinella:
Norme per il sostegno e la promozione della  coltivazione e della filiera della Canapa
(Bozza Testo Unificato Approvato dalla Commissione nella seduta del 28 luglio 2015)
(C. 1373 Lupo, C. 1797 Zaccagnini, C. 1859 Oliverio e C. 2987 Dorina Bianchi)
Art. 1
(Finalità).
1. La presente legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.)quale coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, alla riduzione del consumo dei suoli e della desertificazione e alla perdita di biodiversità, nonché come coltura da impiegare quale possibile sostituta di colture eccedentarie e come coltura da rotazione.
2. La presente legge si applica alle coltivazioni di Canapa delle “varietà ammesse” iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi delle disposizioni dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, le quali non rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dalla presente legge.
3. Il sostegno e la promozione riguardano la coltura della canapa finalizzata:
a) alla coltivazione e alla trasformazione;
b) alla incentivazione dell’impiego e consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali;
c) a sostenere lo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale;
d) alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori;
e) alla realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, realizzazione di attività didattiche e di ricerca.
Art. 2
(Liceità della coltivazione).
1. La coltivazione in Italia delle varietà di canapa di cui all’articolo 1, comma 2, è consentita senza necessità di autorizzazione.
2. Dalla canapa coltivata ai sensi del comma 1, è possibile ottenere:
a) la produzione di alimenti e di integratori ad uso umano o zootecnico, di profumi e di cosmetici e di prodotti e composti utili per l’ambito nutraceutico;
b) la fornitura di semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico.;
c) coltivazioni destinate alla pratica del sovescio;
d) materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o diversi prodotti utili per la bioedilizia;
e) coltivazioni finalizzate alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati;
f) coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;
g) coltivazioni destinate al florovivaismo;
h) la produzione di infiorescenze, fresche ed essiccate per scopo floreale o erboristico.
3. L’uso della canapa come biomassa ai fini energetici di cui alla lettera b) è consentita esclusivamente per l’autoproduzione energetica aziendale e nel caso della coltivazione destinata alla fitodepurazione di superfici inquinate. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, dopo aver verificato la impossibilità di impiego delle biomasse provenienti da fitodepurazione dei siti inquinati per tutti gli utilizzi alternativi alla valorizzazione energetica, possono autorizzarne l’utilizzo solo in impianti a biomasse già esistenti e provvisti di specifici sistemi di filtraggio per evitare la emissione in atmosfera degli inquinanti accumulati dalla pianta.
Art. 3
(Obblighi del coltivatore).
1. Il coltivatore ha l’obbligo della conservazione dei cartellini della semente acquistata per un periodo non inferiore a dodici mesi. Ha altresì l’obbligo di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente.
Art. 4
(Controlli e sanzioni).
1. Il Corpo forestale dello Stato o altro soggetto individuato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in relazione all’eventuale trasferimento delle funzioni in materia di polizia ambientale ai sensi della normativa vigente è autorizzato a effettuare i necessari controlli, inclusi i prelevamenti e le analisi di laboratorio, sulle coltivazioni di canapa, fatto salvo ogni altro tipo di controllo effettuato da parte degli organi di Pubblica Sicurezza eseguiti su segnalazione e nel corso dello svolgimento di attività giudiziarie.
2. Il soggetto di cui al comma 1 svolge i controlli a campione secondo la percentuale annua prevista dalla vigente normativa europea e nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
3. Nel caso di campionamento eseguito da parte del soggetto identificato dal soggetto di cui al comma 1 le modalità di prelevamento, conservazione e analisi dei campioni provenienti da colture in pieno campo, ai fini della determinazione quantitativa del contenuto di THC delle varietà di canapa, sono quelle stabilite ai sensi della vigente normativa dell’Unione europea e nazionale.
4. Qualora gli addetti ai controlli, ai sensi del comma 1, reputino necessario effettuare icampionamenti con prelievo della coltura, sono tenuti a effettuarli in presenza del coltivatore e a rilasciare un campione prelevato in contraddittorio all’agricoltore stesso per eventuali controverifiche.
5. Qualora all’esito del controllo, il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento e entro il limite dell’1 per cento, nessuna conseguenza viene posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizione di cui alla presente legge.
6. Gli esami per il controllo del contenuto di THC delle coltivazioni devono sempre riferirsi a medie tra campioni di piante, prelevati, conservati, preparati e analizzati secondo il metodo prescritto dalla vigente normativa dell’Unione europea e nazionale di recepimento.
7. Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla presente legge possono essere disposte dall’autorità giudiziaria solo qualora, a seguito di un accertamento effettuato secondo il metodo di cui al precedente comma 3, verifichino che il contenuto di THC nella coltivazione è superiore all’1 per cento. Nel caso di cui al presente comma è esclusa la responsabilità dell’agricoltore.
Art. 5
(Limiti di THC negli alimenti e nei cosmetici).
1. Il Ministero della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede all’aggiornamento del Testo Unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, definendo in apposita tabella i livelli massimi di residui di THC ammessi nei derivati alimentari, nei preparati erboristici e fitoterapici e nei cosmetici ottenuti dalle diverse parti della pianta di canapa.
Art. 6.
(Incentivi per la filiera della canapa)
  1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, compatibilmente con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, destina annualmente una quota delle risorse disponibili a valere sui piani nazionali di settore di propria competenza, nel limite massimo di 700.000 euro, per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa.
  2. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali destina, con proprio decreto, una quota delle risorse iscritte annualmente nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per il finanziamento di progetti ricerca e sviluppo per la produzione e i processi di prima trasformazione della canapa, finalizzati prioritariamente alla ricostituzione del patrimonio genetico e alla individuazione di corretti processi di meccanizzazione.
Art. 7
(Riproduzione della semente)
  Gli Enti di ricerca pubblici, le Università, le Agenzie regionali per lo sviluppo e l’innovazione, anche stipulando protocolli o convenzioni con le Associazioni culturali e i Consorzi dedicati nello specifico alla canapicoltura possono riprodurre per un anno la semente acquistata certificata l’anno precedente, utilizzandola per la realizzazione di piccole produzioni a carattere dimostrativo, sperimentale o culturale previa comunicazione al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Art. 8
(Sostegno alle attività di formazione, di divulgazione e di innovazione).
1. Lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, negli ambiti di rispettiva competenza, possono promuovere azioni di formazione a favore di coloro che operano nella filiera della canapa e diffondono, attraverso specifici canali informativi, le proprietà della canapa ed i suoi utilizzi nel campo agronomico, agroindustriale, nutraceutico, della bioedilizia, della biocomponentistica e del packaging.
Art. 9
(Modifica del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309).
1. All’articolo 14, comma 1, lettera a) del Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, il numero 6) è sostituito dal seguente:
«6) la canapa sativa, compresi i prodotti da essa ottenuti, proveniente da coltivazioni con una percentuale di tetraidrocannabinoli superiore all’1 per cento, i loro analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o per semi sintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico».
2. Il comma 1 dell’articolo 26 del Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «1. Salvo quanto stabilito nel comma 2, è vietata nel territorio dello Stato la coltivazione delle piante comprese nelle tabelle I e II di cui all’articolo 14, ad eccezione della canapa coltivata esclusivamente per la produzione di fibre o per gli usi consentiti dalla normativa vigente.
Art. 10
(Tutela del consumatore).
1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali promuove il riconoscimento di un sistema di qualità alimentare per i prodotti derivati dalla canapa ai sensi dell’articolo 16, lettera b) o c) del Regolamento (UE) n. 1305/2013.