I filtri a Carboni Attivi sono studiati per funzionare insieme ad un aspiratore, collegabili tra loro
grazie a tubi flessibili.
In pratica l'aspiratore ha la funzione di risucchiare l'aria viziata e satura di odore, facendolo prima passare per il filtro che ne abbatte gli odori, come spiegato nell'immagine.
Vantaggi
Il principale vantaggio di questo tipo di soluzione è rappresentato dal fatto che all'interno della
stanza dicoltivazione si viene a creare una sottopressione rispetto alla zona esterna; questo
fasì che l'aria circostante allo spazio di coltivazione tenda ad entrarci e non vice versa. Questo
aspetto èmolto importante poichè se la zona di coltivazione presenta degli spifferi, l'aria odorosa
non ne uscirà mentre l'aria circostante tenderà ad entrarci. Questo è un vantaggio da non
sottovalutare quando simettono a confronto le varie soluzioni anti odore. Sul mercato ci sono
infatti molti prodotti sotto forma di gel, o di spray, che hanno una funzione di abbattimento degli
odori ma la loro performance non è paragonabile ad un sistema di aspirazione in quanto
non vanno a creare la sottopressione.
Funzionamento
I filtri a carboni non sono altro che dei cilindri cavi, chiusi da un estremità e dotati di un collo
(flangia) dall'altro che permette l'accoppiamento con un tubo flessibile. Le pareti cilindriche sono delle
reti metalliche riempite con carboni attivi. Quando l'aspiratore è in funzione, questo forza l'aria a
passare attraverso le pareti del filtro il cui carbone neutralizza tutti gli odori. Il tempo che l'aria
impiega ad attraversare la parete di carboni è chiamato con il termine inglese "contact time"ovvero
tempo di contatto. Questo è importante perchè la performance neutralizzante dei granuli di
carbone attivo dipende dal contact time: all'aumentare del contact time aumenta anche la perfomance
di abbattimento del filtro.
Odori e Terpeni
Gli odori delle piante e degli alberi sono generalmente causati dai Terpeni, sostanze volatili
presenti nei tessuti e nelle resine vegetali che si legano e vengono trasportati alle molecole di aria circostante.
Questi Terpeni continuano a viaggiare nell'aria finchè non urtano un materiale a cui si legano,
totalmente o parzialmente. I carboni attivi sono un materiale che è in grado di assorbire grandi
quantità di terpeni ad un alto ritmo, grazie alla loro struttura porosa. I carboni contenuti nei filtri sono
sotto forma di granuli, in modo da aumentare la superficie porosa che viene a contatto con l'aria,
milgiorando di conseguenza le capacità di neutralizzazione degli odori.
Questo è uno dei motivi per cui è importante scegliere un estrattore e un filtro di portata (m3/h -
metri cubi all'ora) adatta uno all'altro. Infatti se si sceglie un filtro che ha una portata inferiore
all'aspiratore, si rischia che quest'ultimo forzi l'aria troppo velocemente all'interno del filtro
riducendo il contact time e di conseguenza riducendo anche la performance di abbattimento, In questo
caso si andrà ad estrarre aria non completamente filtrata. Per questo motivo la maggior parte dei
coltivatori esperti consiglia sempre di prendere un filtro che abbia una portata lievemente superiore a
quella dell'aspiratore. Inoltre un filtro troppo piccolo tenderà a soffocare l'aspiratore, riducendone la
portata e aumentandone la rumorosità. Al contrario, prendendo un filtro sovra dimensionato rispetto
all' estrattore non ci sono particolari controindicazioni.
Generalmente i filtri di buona qualità hanno bisogno di un contact time minimo di 100ms, ovvero un
decimo di secondo.
Estrazione vs Ricircolo
Ci sono due modi per usare un filtro a carboni: l'estrazione e il ricircolo. Nel primo caso l'aria che
passa attraverso il filtro viene espulsa all'esterno della zona di coltivazione. Nel secondo caso (ricircolo),
l'aria filtrata dal filtro viene reimmessa nello spazio di coltivazione in modo da filtrare continuamente gli
odori.
La sostanziale differenza è che nel caso dell'estrazione si favorisce anche al ricambio dell'aria
(impoverita di CO2), elemento importantissimo in coltivazione indoor, mentre nel secondo caso si
provvede solo ad abbattere gli odori.
Naturalmente nel primo caso c'è bisogno che il filtro riesca ad abbattere completamente gli odori
dell'aria prima che venga espulsa e quindi la proporzione tra estrattore e filto è fondamentale,
mentre nel caso del ricircolo il contact time può essere lievemente più basso in quanto
l'abbattimento degli odori può avvenire in maniera progressiva. (l'aria che passa una volta nel filtro
e viene purificata parzialmente, rimane dello spazio di coltivazione e prima o poi ci passerà di nuovo
dove completerà la purificazione).
Vita di un Filtro
Un filtro a carboni dura dalle 1000 alle 3000 ore di uso continuato, tuttavia questo numero può
variare notevolmente in base a vasi parametri come per esempio la qualità dei carboni, l'umidità media
dell'aria aspirata (umidità max 80%), l'eventuale presenza di fumi (che ne riducono drasticamente
la vita), la manutenzione del pre-filtro anti polvere... Quasto vuol dire che nella maggior parte dei
casi il filtro avrà una durata media di 3 o 4 cicli di coltivazione. Naturalmente è consigliabile collegare
il filtro al sistema di aspirazione solo nei momenti di necessità, ovvero normalmente in fioritura. Tra
l'altro tutti i filtri tendono a soffocare la portata dell'estrattore di un 10-30%, quindi è buona cosa usarlo
solo quando serve.
I benefici della marijuana nella lotta alla sclerosi multipla: ne rallenta il progresso e diminuisce il dolore
Gli effetti rigenerativi della cannabis in malattie come la sclerosi multipla o il Parkinson fanno sì che il consumo terapeutico della marijuana sia sempre più presente nella vita di molti pazienti che decidono di ignorare le convenzioni sociali per ridurre il dolore in modo più naturale ed efficace possibile.
Mentre in America Latina non smette di avanzare la legalizzazione del consumo della cannabis per uso terapeutico, in Spagna l'unica opzione legale che permette di ottenere i benefici della marijuana per migliorare i sintomi della sclerosi multipla continua ad essere il Sativex, un farmaco elaborato da GW Pharma. Anche se gli effetti di questo medicinale sono stati elogiati da pazienti e medici, è necessaria una maggiore sensibilizzazione rispetto al consumo della marijuana, dato che non smette di essere una delle principali soluzioni contro il dolore in patologie come queste. Recenti studi scientifici aiutano a sensibilizzare sul tema.
I dolori muscolari che si producono a causa dei processi infiammatori e la spasticità (rigidità muscolare) che soffrono i pazienti con sclerosi multipla fanno sì che, in molte occasioni, sia praticamente impossibile condurre una vita normale. Molti di loro, stanchi di collezionare farmaci che non offrono l'effetto promesso, passano alla cannabis e, dopo averlo fatto, non provano più neanche una pillola per combattere il dolore. Attualmente, il consumo di marijuana è la soluzione più naturale ed efficace per calmare i disturbi di questa malattia cronica e neurodegenerativa.
La cannabis è capace di rallentare lo sviluppo della malattia
Anche se la distruzione delle guaine mieliniche delle fibre nervose che produce la sclerosi multipla è reversibile in alcuni casi, si tratta di una malattia cronica. Cioè, attualmente non se ne conosce la cura, ma esistono diversi trattamenti orientati a rallentare il progredire della malattia e a ridurre i sintomi.
Uno studio realizzato dalla Revista Española de Esclerosis Múltiple sulle proprietà terapeutiche della cannabis ha indicato come possibile cura il sistema endocannabinoide. Tale sistema si basa sull'interazione positiva che si verifica tra i componenti cannabinoidi, come il THC, e i recettori CB1 e CB2. L'interazione di questo tipo di proteine cerebrali con il THC ha un effetto mediatore nella degenerazione neuronale che si produce durante un processo infiammatorio, mantenendo così connessioni neuronali di buona qualità.
Gli effetti neuroprotettivi dei cannabinoidi sono stati riscontrati in animali con ischemia e trauma cerebrale che sono migliorati dopo l'esposizione al THC, secondo quanto afferma tale studio. Il rapporto sostiene che i cannabinoidi svolgono un ruolo immunomodulatore che blocca gli attacchi del proprio organismo e riduce così la morte neuronale che si verifica nei malati di sclerosi multipla in stato avanzato.
Diminuzione del dolore grazie al potere antinfiammatorio della cannabis
I malati di sclerosi multipla vivono ogni giorno delle barriere a causa del dolore. Salire le scale è in molte occasioni un compito molto difficile, che neanche il più potente degli analgesici è capace di risolvere. È qui che molti di loro ricorrono alla cannabis come ultima opzione. Anche se non è tardi e questi pazienti sperimentano un miglioramento nella loro qualità della vita grazie alla diminuzione del dolore, l'ideale sarebbe iniziare il trattamento con la cannabis nella fase iniziale della malattia.
Gli effetti della cannabis sulle malattie degenerative sono più intensi durante i primi mesi, perché il suo potere rigenerativo ha un maggior impatto e il rallentamento della malattia è più probabile.
Lo afferma la rivista Nature Going Smart: è di fondamentale importanza introdurre il consumo terapeutico della cannabis sin dalla comparsa della malattia. "La cannabis non può generare cellule neuronali nuove, agisce come protettore, non come creatore, per questo è importante iniziare il trattamento in tempo. È molto triste che i pazienti non hanno l'opportunità di scegliere, che il sistema sanitario non fornisca informazioni sul trattamento a base di cannabinoidi affinché loro possano decidere", sostiene Viola Brugnatelli, dottoressa specializzata nel settore della neuroscienza e a capo di una ricerca centrata sulla cannabis terapeutica.
Brugnatelli è la creatrice di Nature Going Smart, che si dedica a divulgare l'utilità di piante come la cannabis per invertire gli effetti delle malattie neurodegenerative e di distinti tipi di cancro. In Spagna, comunità autonome come Catalogna o i Paesi Baschi informano sempre di più i pazienti su questo tipo di terapia.
I composti derivati dalla cannabis hanno dimostrato di potenziare l'azione analgesica grazie al loro potere antinfiammatorio. Lo ha segnalato uno studio realizzato negli Stati Uniti, concludendo che il consumo di quest'erba controllava il dolore associato alla sclerosi multipla e migliorava i cicli del sonno in questo tipo di pazienti. Molti malati di sclerosi multipla hanno gravi problemi di insonnia. Sono incapaci di conciliare il sonno a causa degli effetti della spasticità perché in molte occasioni un gesto così semplice come girarsi nel letto gli risulta fisicamente impossibile. Consumare cannabis prima di andare a letto li aiuta a rilassare la muscolatura e a poter riposare durante la notte.
Lottando contro il glutammato
Altri studi sono focalizzati sul ruolo che gioca il glutammato nella comparsa di malattie e come i cannabinoidi possano aiutare a ridurre la sua presenza nel cervello. Il glutammato è una sostanza tossica che eccita le cellule che producono mielina, che, se sovraeccitate, muoiono, causando la scomparsa di tale sostanza e, di conseguenza, lesioni neuronali.
Uno studio condotto dalla Universidad Complutense de Madrid sottolinea come una molecola sintetica che imita gli effetti della cannabis sui recettori CB1 e CB2 aiuta a pulire l'eccesso di glutammato nel cervello, attraverso l'incremento dei geni incaricati di eliminare questa sostanza tossica. Inoltre, lo studio ha scoperto come questa molecola che simula gli effetti della cannabis è capace di diminuire l'espressione dei geni associati a processi infiammatori responsabili della distruzione delle guaine di mielina.
L'efficacia del Sativex
Tutti questi studi servono a promuovere il Sativex, un farmaco elaborato a partire da componenti cannabinoidi i cui effetti analgesici sono stati provati sin dal suo arrivo in Spagna nel 2010. Il Sativex migliora i sintomi derivati dalla spasticità muscolare, come la difficoltà dei movimenti e i problemi per dormire.
Quasi 7 anni dopo l'arrivo in Spagna, sono molti i pazienti che manifestano un miglioramento nella loro qualità della vita combinando Sativex con il consumo di cannabis. Alcuni dichiarano una tale diminuzione del dolore che si sono persino alzati dal letto e hanno iniziato a condurre una vita normale. A Barcellona ci sono più di un centinaio di associazioni destinate al consumo della cannabis ed è molto frequente vedere, oltre a fumatori per scopo ricreativo, molti altri che cercano un miglioramento della salute attraverso la cannabis.
Anche se la marijuana inalata o fumata ha gli stessi benefici per i dolori muscolari, il Sativex, oltre ad aiutare in questo aspetto, riduce gli effetti dello "sballo". È per questo che molti pazienti decidono di fumare prima di andare a letto e consumare Sativex per portare a termine azioni quotidiane come guidare o fare la spesa.
Nonostante esistano varie opzioni per migliorare la qualità della vita dei malati di sclerosi multipla, hanno l'appoggio della comunità scientifica che conferma che la soluzione più efficace è la cannabis. Che sia inalata, fumata o polverizzata in forma di Sativex, oggi la cannabis ha più potere di arrestare la malattia che gli immunodepressori più potenti del mercato.
DOVEVA ESSERE PRONTA AD AGOSTO, LA CANNABIS DI STATO È DA BUTTARE VIA
Era stata promessa per agosto, la prima partita di cannabis terapeutica prodotta in Italia dall’Istituto farmaceutico militare di Firenze, ma nessuno dei malati cronici che ne hanno bisogno, l’ha vista. Il primo raccolto di marijuana che in forma sperimentale lo Stato aveva seminato alcuni mesi fa, è infatti da buttare. Non ha le qualità previste per curare i malati di Sla, di sclerosi, di cancro, e altre malattie per cui l’uso di tetracannabinolo (Thc) risulta di grande sollievo, ed è stato con tutta probabilità incenerito. E dire che solo a febbraio scorso, il colonnello Antonio Medica, capo del Farmaceutico militare, aveva assicurato un primo raccolto addirittura per l’inizio dell’estate, chiarendo “Per questo primo anno è previsto di produrne circa 50 chili”.
PROBLEMI CON LA QUANTITÀ DI THC
La notizia deluderà le aspettative dei tanti malati che fino ad oggi sono costretti a importare il farmaco Bedrocan dall’Olanda, molto costoso per le loro tasche o per le casse della sanità pubblica nel caso delle regioni che hanno approvato una legge ad hoc. Del resto, attorno alla cattiva fine del primo raccolto ci sono solo voci informali, dato che non è stato diramato alcun comunicato ufficiale da parte dell’istituto farmaceutico di Firenze. Una di queste è arrivata ad Annunziata Lombardi,consulente tecnico-scientifica per la stesura della legge campana sulla cannabis terapeutica e farmacista specializzata in galenica tradizionale e chimica: “Purtroppo la cannabis dell’Istituto di Firenze ancora non è disponibile. Hanno avuto delle problematiche sulla concentrazione di principio attivo delle inflorescenze, che non era quello atteso e quindi hanno dovuto fare delle modifiche e ti tempi sono stati molto più lunghi di quelli previsti. Coltivare marijuana non è una cosa semplice”. L’esperta spiega: “Praticamente quando si coltiva la cannabis si decide che concentrazione di thc o cbd (cannabidiolo) deve avere l’inflorescenza finale. Quella che ha avuto il primo raccolto non corrispondeva a quella attesa. Essendo un’inflorescenza ha un margine di variabilità nel titolo di thc, è naturale. Il nuovo raccolto dovrebbe essere disponibile non prima dell’autunno 2016”.
CHE FINE HA FATTO?
E la qualità “pessima” della marijuana piantata a Firenze è arrivata a molti, come spiega anche Andrea Trisciuoglio, segretario di LapianTiamo, l’associazione che da anni si batte per la cannabis terapeutica: “Io ne ho sentito parlare male anche da Germana Apuzzo, direttrice dell’ufficio centrale stupefacenti del ministero della Salute, secondo cui la cannabis di Stato ‘non aveva nemmeno un requisito adatto’“. Intanto, non si ha notizia di dove sia finita la produzione che non si è potuto destinare agli ospedali e alle Asl delle regioni che hanno una legge per la cannabis terapeutica. Probabilmente sarà stata incenerita così come i raccolti che da anni l’Istituto farmaceutico di Firenze produce a scopo di studio e sperimentazione.
LA LEGGE IN PARLAMENTO
Oggi tutto il fabbisogno di farmaci a base di cannabinoidi in Italia viene soddisfatto tramite l’importazione. Se la proposta di legge https://www.testmagazine.it/2016/07/25/cannabis-legale-cosa-cambia-se-passa-la-legge/10969/, a firma Della Vedova, Manconi e Giachetti, approdata a fine luglio alla Camera, dovesse essere approvata, la produzione a fini curativi in territorio italiano diventerebbe più semplice, e persino la droga leggera sequestrata, dopo opportuni controlli e su disposizione della magistratura, potrebbe essere utilizzata per questo scopo. Nel frattempo, tocca aspettare pazientemente Firenze.
Una nuova proposta di leggeper affiancare ed integrare quelladepositata alla Camerada parte dell’intergruppo “Cannabis legale” e rafforzarla con il supporto dicinquantamila firme a sostegno. Questa l’idea promossa da Associazione Luca Coscioni, Radicali Italiani, la CILD – Coalizione Italiana per le Libertà Civili e Democratiche, Forum Droghe, e le associazioni Antigone, La PianTiamo, Canapa Info Point, ASCIA, comunità di OverGrow, la coalizione “Legalizziamo la Canapa” ed il coordinamento deglioltre 250 grow shop italiani.
La legge d’iniziativa popolare “per la regolamentazione legale della produzione, consumo e commercio della cannabis e suoi derivati” è stata depositata ieri alla Corte di Cassazione e in poche ore ha già raccolto duemila firme.
La legge di regolamentazione è rivolta ai maggiorenni e prevede, tra l’altro, la libertà di auto-coltivazione individuale o associata nei “Cannabis social club”, pratiche semplificate per la produzione commerciale, accesso semplificato e garantito alla cannabis terapeutica per i malati, l’utilizzo dei proventi della tassazione della cannabis in attività informative e sociali, ladepenalizzazione totale dell’uso personale di tutte le sostanze e la liberazione per i detenuti per condotte non più penalmente sanzionabili.
L’iniziativa vuole contribuire, con la sottoscrizione di almeno 50.000 italiani nei prossimi sei mesi,alle attività istituzionali dell’inter-gruppo parlamentare per la cannabis legale promosso dal senatore Benedetto della Vedova esattamente un anno fa. Il testo parte dalla versione calendarizzata alla Camera e la arricchisce per rendere il modello di regolamentazione quanto più libero possibile. Raggiunte le firme necessarie il testo verrà presentato in Parlamento per esser incluso nell’iter parlamentare in corso. Ecco cosa prevede la proposta di legge per la regolamentazione della produzione, del consumo e del commercio della cannabis e suoi derivati presentata:
Auto-coltivazione libera fino a cinque piante, con comunicazione da sei a 10.
Possibilità di associazione in cannabis social club non a fini di lucro (fino a un massimo di 100 componenti che possono coltivare cinque piante femmine a testa).
Coltivazione e fini commerciali previa comunicazione dell’inizio della coltivazione, nome e varietà di cannabis utilizzate e quantità di seme per ettaro.
Sulle confezioni dei prodotti sarà specificato il livello di THC, la provenienza geografica e l’avvertimento che “un consumo non consapevole può danneggiare la salute”.
I rivenditori non potranno essere nelle immediate vicinanze delle scuole né sarà possibile pubblicizzare i prodotti.
Promozione ulteriore dell’accesso ai cannabinoidi medici ampliandolo chiaramente ai malati affetti da sintomatologie che rispondano favorevolmente ai preparati.
Controllo della produzione è affidato alla direzione generale sulle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole e dal Comando carabinieri per la tutela della salute presso il Ministro della salute.
Relazione annuale al Parlamento.
Tassazione mutuata dal “Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative” del 1995.
Sanzioni amministrative fino a un massimo di 5000 euro per chi viola la nuova normativa.
Nuovi introiti destinati a: 10% per campagne informative, 15% per attività di previdenza sociale, 15% per attività di assistenza sociale, 20% per la riduzione delle imposte sul lavoro e impresa e per il finanziamento di incentivi all’occupazione, 30% per investimenti produttivi, il rimanente 10% per la riduzione del debito pubblico.
Vengono infine abolite tutte le sanzioni penali anche per l’uso personale di tutte le altre sostanze proibite e si introduce una norma volta alla scarcerazione di coloro che hanno subito una condanna relativa a condotte legalizzate con la proposta di legge.
Il testo integrale, in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, può essere consultato su
“La germinazione è il risveglio biologico del seme, l’esplosione della sua energia potenziale.”
Per questo i semi germogliati sono un vero tocca sana nell’alimentazione umana e animale, da sempre usati nella cucina orientale e negli ultimi 20-30 anni sempre più diffusi anche nell’alimentazione occidentale.
La prima farmacopea cinese, che risale al III secolo, citava fra i suoi rimedi i germogli di soia: non come alimento, ma come cura contro i dolori articolari, i crampi muscolari, i disturbi gastrointenstinali e gli edemi.
Una delle cose a noi meno conosciuta è che la maggior parte dei nostri cibi è prodotto con semi dormienti, inattivi. I semi interi servono più che altro per salvare il trasferimento delle informazioni genetiche per le future generazioni, infatti le piante hanno in possesso diversi sistemi di protezione per evitare la propagazione delle loro unità , queste protezioni possono essere fisiche o chimiche : tossine, inibitori dell’enzima, tannini, acido fitico, etc. I nutrienti, nei semi, sono conservati sotto forma di molecole giganti, come un file ZIP nel computer. Durante la digestione l’obiettivo fondamentale è quello di scompattare queste molecole, renderle utilizzabili per il nostro organismo ed eliminare i diversi materiali anti-nutritivi presenti. Nei semi germogliati si assiste ad un aumento degli enzimi proteolitici che rendono sia i carboidrati che le proteine altamente digeribili, infatti quando si mangiano cibi che non contengono questi enzimi, il nostro corpo deve obbligatoriamente produrli. Con il passare dell’età la capacità di produrli diminuisce assieme alla capacità di resistenza alle malattie. Fortunatamente ci pensa Madre Natura a fornirci gli enzimi necessari ad una corretta digestione, grazie ai semi germogliati che forniscono enzimi simili a quelli del nostro corpo.
Studi e ricerche hanno approfondito questo particolare metodo di alimentazione e hanno dimostrato come i germogli siano veramente il miglior cibo a nostra disposizione per diversi motivi :
I germogli possono contenere fino a 100 volte più enzimi della frutta e della verdura cruda permettendo al corpo di estrarre più vitamine, minerali, aminoacidi e grassi essenziali dagli alimenti.
La qualità delle proteine e il contenuto di fibre dei semi migliora quando vengono germogliati.
Il contenuto di vitamine e acidi grassi essenziali aumenta in modo impressionante durante il processo di germinazione. Ad esempio, a seconda del tipo di germoglio, avvengono eccellenti incrementi : la tiamina (Vit.B1) raggiunge livelli del 2000% rispetto al seme di partenza, la Biotina (Vit. B8 o H) aumenta del 50%, l’acido pantotenico (B5) aumenta del 200%, la Piridossina (B6) aumenta del 500%, l’Acido Folico aumenta del 600% mentre la Riblofavina (Vit.B2) e la Cobalamina (Vit.B12) aumentano anch’esse del 2000%. Anche le vitamine Liposolubili come il Retinolo Equivalenti (Vit.A)e Tocoferoli(Vit.) subiscono un incremento determinane. Una ricerca di Baryy Mark ,dell’Università della Pensylvania, ha stimato un incremento vitaminico medio totale dei semi germogliati pari al 500% rispetto ai semi di partenza.
Durante la germinazione i minerali, come calcio e magnesio, si legano alle proteine, rendendole maggiormente bio-disponibili.
Il tenore di acidi grassi essenziali aumenta durante il processo di germinazione. La maggior parte delle persone sono carenti di questi grassi essenziali brucia-grassi perché normalmente non fanno parte della dieta quotidiana. Mangiare più germogli è un ottimo modo per assumere questi importanti nutrienti
Durante la germinazione, i minerali si legano alle proteine dei semi, granaglie e fagioli, rendendoli più assimilabili. Questo accade per alcuni minerali alcalini come il calcio, il magnesio e altri che ci aiutano a equilibrare il chimismo del nostro corpo e favorire la perdita di peso e una migliore salute.
L’energia contenuta nei semi, nel grano, nelle noci, o nei legumi si potenzia attraverso l’ammollo e la germinazione.
I germogli sono alcalinizzanti per il nostro corpo. Molte malattie compreso il cancro sono state attribuite ad eccessiva acidità del corpo.
I semi germogliati possono essere di diversi tipi, quasi quante sono le piante commestibili. I più diffusi in campo alimentare sono quelli di : alfaalfa o erba medica, ravanello, trifoglio, soia, girasole, carota, oltre a tutti i cereali e legumi in genere.
Quindi proviamo ad immaginare di utilizzare questa esplosione di nutrienti con i semi di Canapa Sativa, già considerato un alimento ricco di nutrienti.
Grazie alla Hemp Seed Oil Europe LTD., azienda unica al mondo a produrre e commercializzare Semi di Canapa germogliati, abbiamo ora la possibilità di poter alimentarci con questa bomba di nutrienti.
La linea presenta :
semi di canapa germogliati ed essicati a freddo
olio di semi di canapa germogliati spremuti a freddo
proteine in polvere da semi germogliati di canapa.
I semi di Canapa a riposo, vengono messi in ammollo per qualche ora in un’apposita soluzione acquosa, quanto basta per permettere agli enzimi di trasformare l’amido in zuccheri semplici (glucosio, fruttosio), processare la sintesi di notevoli quantità di vitamine, trasformare le proteine in amminoacidi e i grassi in acidi grassi, inattivare l’acido fitico e liberare minerali che così diventano assimilabili. Successivamente vengo tolti dall’acqua ed essiccati a freddo e poi inviati per la spremitura a freddo ed ottenere olio e pannello di farina. Quest’ultimo viene lavorato in vari setacci per ottenere la parte più proteica del pannello e fare una farina con il 50% di proteine.
In particolare possiamo notare :
Cambiamenti nei Carboidrati Gli zuccheri semplici sono la fonte imminente di energia per il risveglio del seme durante il processo di germinazione. Mentre i semi ordinari di Canapa Sativa contengono circa il 2% di zuccheri , i semi di Canapa Sativa germogliati contengono meno dello 0,50% di zuccheri.
Cambiamenti nelle Proteine I grandi fasci di proteina globulare vengono suddivisi in oligopeptidi o in singoli amminoacidi. Il totale contenuto proteico rimane invariato rispetto ai normali semi di canapa,ma i semi germogliati sono ricchi di enzimi attivi che aiutano e migliorano la digestione delle proteine.
Cambiamenti nei Grassi I cambiamenti più evidenti dei semi di canapa germogliati si verificano sulla parte dei grassi. La maggior parte dei grassi alimentari sono disponibili in forma di trigliceridi (TAG) che è formata da 1 molecola di glicerolo e 3 molecole di acidi grassi.
Gli acidi grassi sono una famiglia di molecole classificate come macronutrienti lipidi. Uno dei loro incarichi nel metabolismo umano ed animale è la produzione di energia sotto forma di Adenosina Trifosfato (ATP). L’ acido grasso alfa-linoleico agisce come agente per la sintesi DHA. Durante la germinazione i TAG vengono idrolizzati e suddivisi in digliceridi (DAG) o monogliceridi (MAG) e in acidi grassi liberi (FFA). Poichè gli FFA vengono immediatamente utilizzati come fonte di energia necessaria per la crescita del seme, il numero complessivo di acidità dell’olio di canapa germogliato non è notevolmente superiore rispetto agli olii normali di canapa. L’acidità tipica è meno del 2%. Mentre i TAG rappresentano il materiale adatto per costruire le forniture di grassi, i DAG vengono convogliati nel fegato dove servono come fonte di energia diretta, in questo modo essi aiutano anche il metabolismo a bruciare più velocemente le calorie . Molto probabilmente è una delle ragioni per le quali un olio con più grassi DAG può contribuire alla perdita di peso, confermato anche da diversi studi. Durante la germinazione dei semi di canapa ,fino al 15 % di grassi si può convertire in grassi DAG.
Gli olii di cottura convenzionali sono per lo più grassi TAG , con una piccola quantità di grassi DAG. I TAG sono idrofobi , mentre i DAG sono idrofili, cioè hanno un legame chimico con l’acqua e questa differenza è molto importante dal punto di vista del trasferimento del grasso nel corpo. Inoltre il prodotto è estremamente stabile nonostante l’assenza di conservanti, questo dovuto all’aumento della capacità antiossidante grazie ad un maggiore livello di tocoferoli nell ‘olio di semi di canapa germogliati rispetto ai normali olii di semi di canapa:
-Gamma-tocoferolo +18% -Alfa-tocoferolo (vitamina E) +131% -tocoferolo totale +29%
L’alta percentuale di Vitamina E presente nell’olio aumenta gli effetti degli Omega3, aggiunge un siginificativo valore antiossidante ed incrementa notevolmente gli effetti anti-infiammatori.
I semi di Canapa germogliati sono naturalmente :
Non contengono OGM
Sono privi di THC
Di sua natura non contengono Glutine
EmilCanapa, in linea con la propria etica di Salute e Benessere, ha deciso di commercializzare questi nuovi prodotti proprio per le caratteristiche nutrizionali che essi presentano .
Una variante dai consueti derivati di Canapa , ma che offrono preziosi miglioramenti sotto il profilo nutrizionale , in modo da garantire a chi ne fa uso una vitalità, una forza e una salute notevoli se usati in una dieta sana ed equilibrata.
Entra nello shop per conoscere e approfondire le caratteristiche :
dei semi di Canapa germogliati
dell’ olio di semi di Canapa germogliati
delle proteine in polvere da semi di Canapa germogliati